Cosa le dirò
Volo sulla brezza del pomeriggio
Fra le braccia di Morfeo
lei è lì che non parla non vuole più
finalmente adesso parlo io
Sei tu come un salto nel vuoto ma
Lei s’incazza se ne va
Bevo il mio succo di frutta
E troneggio sulla mia città
Cosa le dirò
Farò un giro di parole
Sale la mia voglia di prenderti
Lascio che sia tu a tornare da me
S’impossessa di me la mia kundalini
I miei piedi s’inarcano nei miei calzini
Cosa le dirò
Farò un giro di parole
ti osservo stendere i panni
tessuti trame di affanni
il filo lento è un sorriso che
mi aspetto appaia sul viso tuo
resto disteso un minuto ancora
resto disteso un minuto
Cosa le dirò
Farò un giro di parole
Sogno forse solo un momento
Di volare via
Via con te
Volo sulla brezza del pomeriggio
Fra le braccia tue
Dai che siamo in due!
Cosa le dirò
Farò un giro di parole
Cosa le dirò
Farò un giro di parole
Cosa le dirò?
Si amore mio!
In una circostanza di sopore pomeridiano che segue ad uno screzio fra lui e lei, in quello divampa il desiderio di fare all’amore.
Ma la sonnolenza e il litigio rendono la situazione difficile e così questa si trasferisce sul piano del sogno, almeno nell’attesa e con la certezza
che passato il momento fatale il piacere della riconciliazione darà ciò che è desiderato. La parte finale del brano indica come il volo guidato del protagonista
si trasformi in quello di una foglia trasportata dal vento, la passione che toglie la ragione, la via e il ragionato percorso
Stefano Rinelli